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MrLovebeer: Dopo l’intervista lo showcase. Due canzoni in esclusiva per #notespillate eseguite, in acustico, da The Parlotones. http://t.co/afZ52YY3

Roberto Fabbri, dai testi didattici in cinese all’amore spiegato “senza parole”

Roberto Fabbri con la sua amata chitarra

Dopo la pubblicazione del suo ultimo album “No Words” e un tour che lo ha portato in molte città italiane e straniere, Roberto Fabbri torna in patria il 7 gennaio 2011 per un concerto all’Auditorium Parco della Musica di Roma, nell’ambito della rassegna “SOLO”, che la Fondazione “Musica per Roma” dedica ai virtuosi di vari strumenti. Note Spillate lo ha intervistato per voi, tra musica, poesia e un pizzico di silenzio. “No Words” canta l’amore senza parole, anche perchè per descriverlo non ne servono.

Come è andata la produzione di “No Words”?
Molto bene, “No words” è nato durante i miei viaggi per i concerti, anche se non è un album di viaggio. E’ un disco fresco, sono idee trovate in itinere e quindi libere. Anche se il fil rouge dell’album è antico come la nascita del mondo.

Cioè?
L’amore, in tutte le sue forme, a 360 gradi. Non parlo solo di amore nei confronti di un essere umano, ma anche per la natura e per la musica.

Ma “No Words è un racconto senza parole” o così almeno lo ha definito.
Parlo dell’amore senza parole, anche perchè per descriverlo non c’è bisogno di parlare. Il suono della musica sa definire questo antico sentimento molto meglio.

Qual è la traccia che preferisce?
Mi piace molto “Il Suo Sorriso” che riprende una lirica di Pablo Neruda e parla naturalmente dell’amore, ma sono molto legato anche a “Il Cavaliere Errante”, che descrive il prototipo di musicista alla ricerca di risposte, un eterno Don Chisciotte.

In “No Words” ci sono dieci brani per chitarra sola e due per il quartetto di chitarre, giusto?
Sì esatto. Ho voluto coinvolgere anche i miei compagni del Conservatorio, con i quali suono da sempre. Ci conosciamo da quando abbiamo dodici anni. I due brani per il quartetto di chitarre li ho scritti con Paolo Bontempi. Ho pensato che se una chitarra è bella, quattro sono meglio.

Il 7 Gennaio 2012 si esibirà all’Auditorium della Musica a Roma, nell’ambito della rassegna “Solo”. Lo ha definito un momento fondamentale della sua vita.
Sì, io sono romano ed esibirmi all’Auditorium della Musica è un onore. Oltre tutto sarà l’unico concerto per chitarra classica della stagione 2011-2012. Sto vivendo un momento importante per la mia carriera, fortemente emozionale.

Ha vinto numerosi premi, come “Socio de Honor” al Festival International Andrès Segovia e il Premio Speciale Didattica 2010.
Già. “Socio de Honor”  è un premio alla carriera e sono l’unico artista italiano ad averloottenuto. Inoltre mi è stato commissionato un concerto per chitarra e orchestra per celebrare il venticinquesimo anniversario della morte di Andrès Segovia. Il Premio Speciale Didattica l’ho vinto per i miei libri del corso di chitarra. Ne ho venduti 150 mila copie. Stento ancora a crederci. Inoltre sono tradotti in cinque lingue, tra cui anche il cinese.

Dunque molti ragazzi imparano a suonare la chitarra classica con i suoi libri. Maestro, oltre che musicista.
Già, ma credo che sia una diretta conseguenza. Quando uno ama la musica, ama anche insegnarla e tramandarla. Io adoro insegnare e più piccoli sono gli alievi e più mi diverto.

La sua passione per la musica nasce in tenera età?
Sì. La chitarra classica fa parte della mia vita dall’età di sette anni, quando ho sentito mio zio suonarla e ho capito che quello era lo strumento della mia vita.

Oltre ai suoi libri, lei ha anche una sua Accademia, vero?
Sono 25 anni che abbiamo creato “Musica e Arte”. I Libri sono nati in seguito, per necessità dell’accademia.

Mi dà tre aggettivi per descrivere la sua vita musicale odierna?
Solare, frenetica e in divenire.

(Intervista di Barbara Giglioli -
Segui Barbara su facebook e su twitter)

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